L’incipit ovvero: come attaccare discorso

incipit/ìn·ci·pit/sostantivo maschile

  1. Nei codici, parola iniziale della formula che si poneva di solito al principio di un’opera o di una sua parte, con indicazioni riguardo al titolo e al nome dell’autore.
    • Nell’uso filologico e bibliografico, le parole iniziali di un testo.

dall’Enciclopedia Treccani

L’incipit, questo sconosciuto?

Per esetensione con incipit si intendono le prime frasi di un romanzo, la quantità però varia da caso a caso, non c’è una regola. Facciamo qualche esempio:

Chiamatemi Ismaele.

Moby Dick – Herman Melville

Le frasi successive nessuno le ricorda esattamente, ma queste due parole sono entrate nella storia, citate e omaggiate da libri, riviste e film.

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.

Anna Karenina – Lev Tolstoj

In questo caso ci sono ben due frasi a fare da incipit, ma in altri casi si va molto oltre:

Poiché l’illustrissimo signor Trelawney, il dottor Livesey e gli altri gentiluomini mi hanno chiesto di redigere la storia dell’Isola del Tesoro con ogni dettaglio e dal principio alla fine, senza omettere nulla fuorché le coordinate dell’isola, perché una parte del tesoro è ancora là, prendo la penna nell’anno di grazia 17.. e torno indietro ai giorni in cui mio padre gestiva la locanda “Ammiraglio Benbow” e quel vecchio lupo di mare con la faccia abbronzata e sfregiata da una sciabola prese alloggio sotto il nostro tetto.

L’isola del tesoro – Robert Louis Stevenson

Considerando che una vera e propria regola non c’è, si può notare che col tempo gli incipit sono anche molto cambiati. All’inizio non v’era data molto importanza all’inizio di un libro, non era necessario catturare l’attenzione del lettore: libri ce n’erano pochi e si leggevano tutti. Tra Ottocento e Novecento invece viene raffinata la tecnica e gli incipit sono sempre più studiati, meditati, si tenta di accelerare i tempi, si anticipa la storia, si butta il lettore in medias res. Scrivere un buon incipit diventa un’arte tanto fine quanto lo scrivere l’intero romanzo.

Consigli e teorie

E così, si apre la caccia all’incipit perfetto: vengono tenute lezioni in merito, stilate regole, basandosi su quelli più riusciti, dati suggerimenti.
C’è chi dice che dall’incipit si deve anticipare (senza svelare) la fine del romanzo, chi preferisce rimanere sul vago e semplicemente (come fosse semplice) trascinare il lettore nella storia.

Secondo me però molti incipit non vengono citati perché hanno caratteristiche particolari, ma per il romanzo che rappresentano (guardate l’incipit de L’isola del tesoro), quelli più brevi vengono ricordati per la loro semplicità (Chiamatemi Ismaele, possono citarlo tutti, un po’ come la poesia “M’illumino d’immenso” di Ungaretti, di cui per altro fatichiamo a ricordare il titolo, è Mattina, se volete saperlo). Ma anche quello di Anna Karenina è molto semplice se ci pensare, dice una cosa quasi banale, ma molto vera e in un certo senso racchiude la storia del libro… anche se mi sembra riduttivo riassumerlo con questa breve frase.

Il mio consiglio quindi qual è? Non fissatevi sull’incipit, un po’ come per il titolo, scrivete e riscrivete il romanzo, le prime frasi verranno da sè. Se poi il romanzo sarà memorabile lo diventeranno anche quelle prime parole.

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Lisa Lardon

Amo le storie in ogni loro forma, leggo ostinatamente anche se sono lenta, scrivo dappertutto 🎬 📚 🖋️

2 pensieri su “L’incipit ovvero: come attaccare discorso

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