Tipi di narratore: come riconoscerli

narratóre s. m. (f. –trice) [dal lat. narrator –oris]. – 1. La persona che narra, oralmente o per scritto, vicende e fatti realmente accaduti, o anche storie inventate

dall’Enciclopedia Treccani

Chi è il narratore? Colui che racconta la storia del romanzo certo, ma quando stiamo per iniziare a raccontare la nostra storia siamo consapevoli di quale narratore è più opportuno scegliere? Perché cambiando il tipo di narratore la storia prenderà sfumature totalmente differenti, quindi meglio non lasciare la scelta al caso.
Ma voi li conoscete tutti i tipi di narratore che esistono?
Venite, ve li presento…

Tipi di narratore:

Narratore esterno

Il racconto viene scritto da qualcuno che non fa parte della storia, non era presente e non lo sarà; viene utilizzata la terza persona.
In base a come racconta può essere:

  • palese: quando aggiunge affermazioni, opinioni personali
  • nascosto: se narra solo i fatti

Narratore interno

Il narratore interno vive i fatti in prima persona o ne è tetimone o comunque è presente nella storia in qualche modo; parla in prima persona:

  • protagonista (io narrato)
  • testimone (io narrante)

Focalizzazione

Per focalizzazione si intente quanto ne sa il narratore della storia che sta raccontando e si divide in:

  • zero: il classico narratore onnisciente, sa tutto quello che succede, può riferire sentimenti, azioni, opinioni di tutti i personaggi della storia. Molto difficilmente lo si può fare con un narratore interno, per cui solitamente coincide con il narratore esterno
  • esterna: il narratore sa meno dei personaggi, anche in questo caso è un narratore esterno
  • interna fissa: quando è un solo personaggio a parlare per tutto il racconto e sa solo quello che può vedere o gli viene riferito
  • interna variabile: quando la narrazione passa da un personaggio all’altro, ma rimane ancorata a quello che i personaggi hanno vissuto in prima persona

Grado

La questione del grado si pone dal momento in cui ci sono più narratori nella stessa storia, ma non influisce sul racconto:

  • primo grado: è il narratore principale
  • secondo, terzo, quarto… : quando si aprono altre narrazioni all’interno della principale, raccontate tutte dal narratore principale
  • pari grado: quando il racconto è a più voci senza un narratore principale

Riassumendo:

Considerando le varie possibilità di incrocio tra le caratteristiche descritte prima troviamo questi tipi di narratore, è importante non “pasticciare” e mescolare i punti di vista, a meno che non vi serva per uno scopo preciso:

  • prima persona semplice
    è il protagonista che racconta, ci si può calare completamente nella sua testa, ma la narrazione è costretta da ciò che può vedere o sapere il protagonista

Esempio: La coscienza di Zeno – Italo Svevo

  • prima persona con punto di vista multiplo
    la storia è narrata da più voci, tutte in prima persona, il coinvolgimento emotivo del lettore è altissimo perché può immedesimarsi più facilmente nei vari personaggi, però è più difficile gestire il focus della storia rischiando di far passare in secondo piano il suo protagonista

Esempio: Un matrimonio americano – Tayari Jones

  • prima persona periferica
    la storia è raccontata da un personaggio secondario, può avere una visione più imparziale dei fatti, ma di fatto è un narratore esterno oggettivo, non sa cosa pensa il protagonista

Esempio: ?

  • prima persona inattendibile
    il racconto in prima persona è viziato e il lettore non si può fidare del narratore, è difficile da gestire ma crea un effetto sorpresa e di suspance molto particolare

Esempio: Il cuore rivelatore – E. A. Poe

  • seconda persona
    molto raro da trovare, il narratore usa il tu, come se stesse raccontando la storia del lettore stesso: “Sei in un night club e parli con una ragazza dalla testa rasata (…).”

Esempio da: Le mille luci di New York – Jay McInerney

  • terza persona con punto di vista singolo
    si focalizza sul protagonista, nonostante sia un narratore esterno, può essere utile se si sta raccontando una situazione particolare, c’è anche qui una grande empatia con il protagonista, ma bisogna fare attenzione che tutti gli eventi narrati siano stati vissuti in prima persona dal protagonista

Esempio: ?

  • terza persona con punto di vista multiplo
    il mondo in questo caso è raccontato dai gesti dei vari personaggi, permette al lettore di farsi un’idea propria ampia e strutturata, ma bisogna essere abili a differenziarli altrimenti si finirà per avere un semplice narratore esterno o di perdere di vista il protagonista

Esempio: ?

  • terza persona onnisciente
    il più semplice da gestire il narratore sa tutto di tutti e si destreggia nella storia secondo necessità, ha il difetto di far sentire la sua presenza attenuando la sospensione dell’incredulità

Esempio: Anna Karenina – Lev Tolstoj

  • terza persona oggettiva
    questo tipo di narratore è totalmente esterno non sa nulla dei personaggi se non quello che vede dall’esterno

Esempio: racconto Hemingway

Come narratore del mio romanzo ho scelto la prima persona semplice, volevo creare il giusto grado di intimità con il lettore, ho scelto poi di svolgere la storia al presente.
Infatti nelle classificazioni dei tipi di narratore viene solitamente tralasciato il tempo in cui viene narrata la storia, ma anche il tempo modifica ciò che viene raccontato. Quindi fate attenzione al tempo sopratutto se scegliete la prima persona, perché di fatto è il tempo a rendere più o meno informato sui fatti il narratore!

Se ti è piaciuto l'articolo:

Lisa Lardon

Amo le storie in ogni loro forma, leggo ostinatamente anche se sono lenta, scrivo dappertutto 🎬 📚 🖋️

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto