Caratteri cinesi o ideogrammi?

Come chiameresti i segni grafici utilizzati dal popolo cinese per scrivere?
Il cinese non ha un alfabeto, bensì caratteri, e il dizionario “Zhong hua zihai” del 1994 ne elenca 85.568.
Per poter leggere un giornale cinese bisogna conoscere dai 3.000 ai 5.000 caratteri, e generalmente una persona con un’istruzione medio-alta usa dai 6.000 ai 12.000 caratteri.
In questo articolo vi illustrerò le caratteristiche di alcune tipologie di caratteri cinesi o sinogrammi, e vi spiegherò perché non vanno denominati indistintamente ideogrammi.

Che cosa sono gli ideogrammi?

In totale esistono sei categorie di caratteri cinesi: gli ideogrammi semplici, gli ideogrammi complessi, i pittogrammi, i composti fonetici, i prestiti fonetici e infine gli pseudosinonimi, il cui principio formativo non è ancora del tutto definito.

Partiamo dalla categoria degli ideogrammi semplici: essi costituiscono una minima parte dell’insieme dei caratteri cinesi, circa il 4%. In senso proprio sono quei caratteri che rappresentano idee astratte, pensieri, difficilmente rappresentabili in modo più concreto. Appartengono a questa categoria i caratteri designanti numeri, posizioni nello spazio, per esempio: 二 èr “due”, 三 sān “tre”, 上 shàng “sopra”, 下 xià “sotto”.

Perciò non è corretto denominare tutti i caratteri ideogrammi, non sono affatto sinonimi!

Quando più unità si combinano per rappresentare significati più complessi di quelli rappresentabili per mezzo degli ideogrammi semplici, abbiamo gli ideogrammi complessi. Ad esempio, dalla combinazione delle unità che rappresentano “donna” e “figlio” nasce il carattere che sta a significare “amare, buono, bene”.

Ideogramma complesso hao 好 che significa "bene,buono"
Gli ideogrammi sono una categoria di caratteri cinesi
Ideogramma complesso che indica il concetto di “bene”

Raddoppiando invece il pittogramma di albero avremo l’ideogramma complesso che indica “bosco”, la cui pronuncia è “lin“. Triplicandolo otterremo il carattere che indica “foresta, vegetazione lussureggiante, ombroso”, , “sen“.

I pittogrammi

Veniamo ora alla categoria dei pittogrammi: essi sono caratteri che raffigurano visivamente oggetti fisici e concetti rappresentabili in modo concreto. Prendiamo ad esempio il carattere, “da“, che riproduce il concetto di “grande” con l’immagine di un uomo in posizione eretta che estende le braccia ad indicare qualcosa di grande.
Abbiamo visto che anche la parola “albero” , “mu” si scrive per mezzo di un pittogramma che rappresenta figurativamente un albero, come può essere disegnato stilizzato da un bambino.

Pittogramma 木 che significa albero. I pittogrammi sono una categoria di caratteri cinesi.
Pittogramma mu che rappresenta il concetto di “albero”.
Da notare il forte legame visivo con l’oggetto a cui rimanda.

I composti fonetici

Più del 90% dei caratteri cinesi sono composti fonetici: caratteri che nascono dall’unione di due elementi di base, uno dei quali segnala la classe semantica di appartenenza della parola, mentre l’altro ne suggerisce la pronuncia. Per esempio:
parte fonetica che suggerisce la pronuncia hu + cosiddetto radicale che rappresenta l’acqua = “lago” ;
+ radicale che rappresenta l’erba = “zucca” ;
+ radicale che rappresenta il fuoco = ” bruciare (cucinando)”.

Caratteri cinesi fattore di unità e continuità

Dovete sapere che la scrittura cinese è una delle più antiche ancora in uso ed è sempre stata un forte fattore di coesione per la popolazione cinese. Nonostante ci fossero molte differenziazioni locali nella parlata, dovute alla vastità del territorio nazionale, il sistema di scrittura è stato considerato sin dall’antichità lo strumento comune di comunicazione.
Inoltre nel corso dei secoli anche in Corea, Giappone, e Vietnam sono stati adottati i sinogrammi per periodi più o meno lunghi. In Giappone sono ancora oggi in uso mescolati ai segni sillabici.

Caratteri cinesi tradizionali e semplificati

Nel 1949 per combattere l’analfabetismo che interessava l’80% della popolazione il governo della neo Repubblica Popolare Cinese decise di introdurre il pinyin e di semplificare la struttura di un buon numero di sinogrammi.

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Alla sinistra versione tradizionale del carattere semplificato che troviamo a destra: “Han” che fa riferimento all’etnia e alla dinastia Han, e per estensione significa anche “cinese”.

In questo modo si arrivò ai caratteri semplificati.
Naturalmente Taiwan, Hong Kong e Macao, essendo state separate dalla RPC, continuano ad utilizzare i caratteri tradizionali, non semplificati.

Se vuoi approfondire la conoscenza del cinese, leggi anche questo articolo di presentazione di tutte le caratteristiche salienti.
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Sono Sonia Ingaramo, una sinologa, insegnante di cinese e italiano L2. Amo viaggiare e immergermi lentamente nelle altre culture. Sin da piccola sono bilingue e non ho mai smesso di imparare nuove lingue e di insegnarle.

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